venerdì, maggio 09, 2008 16:47
LUZ
,
,
I segni di due bocche sull’orlo di un bicchiere vuoto
e un quadratino di cioccolato al latte e pistacchi
è tutto quel che rimane e finirà
a consolare la mia pancia usata come un canarino da miniera
 
- non credere alle linee della mia mano -

Un foglio scritto fra i nostri nomi, le vie e due diverse città,
archivio fitto,
sedimenti di parole crude sortite intere dai denti chiusi
e pensieri convalescenti
 
- sono la mia famiglia senza figli -
Lara Arvasi

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martedì, aprile 22, 2008 15:48
Con i piedi in stallo
La cartapaglia di un fiocco diventato cordino
sfilacciato, storto,  come la fine di un giorno che è stato uno sparo,
una fontana con l’acqua che cade e d’improvviso si ferma, silenzio, stupore,
nel sentire l’enorme rumore che fa il deglutire, poi un colpo di tosse potrebbe bastare
a cambiare l’esanime stato della carogna che ritta rimane comunque,
carcassa di ferro con unghie gialle di gesso,
ficcate in terra brulicante d’insetti piccoli, neri
succhiata e secca che sono, io
e il dire e il fare di nuovo a cambiarmi la faccia.
Lara Arvasi

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martedì, marzo 18, 2008 21:29

Lara Arvasi

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martedì, marzo 11, 2008 21:25

 

Le parole sono altrove
 
 
Avevo capelli ricci,
mani d’ombra ch’erano poesia
quando toccavo le tue piccoline,
e m’innamoravo.
 
Ritratto audace di carne e colore,
ho spartito lo sfondo,
tenera stratega,
con maschi in fil di ferro, molli
al piede una scarpa sola,
l’altra abdicata sulla scacchiera.
 
Cornice di sipario attorno al quadro,
ho contato cuori e picche,
allegorie d’azzardo seminate
e carta bianca,
le parole sono sole,
il che potrebbe voler dire
isolamento o luce.

Ora,
diventata bianca figlia spina
m’annodo la cravatta al polso e strappo,
un biscotto che sposa le dita alla bocca
nell’atto teatrale di ludico distacco.
 
-il mio cappello rosso è uno spettacolo-
Lara Arvasi

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venerdì, febbraio 15, 2008 11:45

 

Trentanovenotti

Testo e voce di Lara Arvasi

Lara Arvasi

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domenica, febbraio 10, 2008 11:40
L'improbabile non produce dolore
 
 
Sboccia fra quadrangoli d’erba
e mi cammina verso
figurina controluce
che stringo fra il pollice e l’indice
fino a che tracima dalle dita
e mi è di fronte.
 
Mai sono riuscita a trattenerla.
 
Lei è madre di un io ferocissimo,
ha bisogno di qualcuno che liberi le grondaie dalle foglie,
qualcuno con cui parlar secco e rapido,
come con i cani,
un nemico che l’assecondi,
d’annientare,
poi, grata
s’addormenta facile.
 
Bianca sarà la notte, stanotte, per lei.
 
S’allontana  vizza
figurina fugace controluce,
la stringo fra il pollice e l’indice
fino a che finisce.
Lara Arvasi

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venerdì, febbraio 01, 2008 09:47

Videopoesia
 
Testo e voce : Lara Arvasi
Musiche: Ivano Fossati
 
 
BLU
 
Nel cielo terso che abita il soffitto, i bambini nudi con le ali sbucano dagli angoli.
E ti parlano.
Dimmi cosa dicono,
dimmelo adesso perchè il tempo è maligno.
Con la stessa diffidenza che si usa analizzando l’occhio di un pesce di ghiaccio sul banco di un supermercato, stringi fra il pollice e l’indice il bocciolo di una rosa per testarne la freschezza.
E mi guardi.
“Mi raccontano di quando la luna bianca, dall’opposto cielo notturno, appariva ai cercatori di lapislazzuli sulle rive dell’Oxus .
Figure generate per riempire gli spazi vuoti della terra d’ombra.
Era davvero un progetto complesso inventarsi il blu.”
Tutto è ancora, di nuovo complesso, anche toccarti con la mano la spalla, abbracciarti,
un gesto qualsiasi potrebbe spezzarti come pane secco, sbriciolarti.

“Per avere il blu, oggi, basta premere un tubetto.”

Sulla tua faccia non piove, e invece dovrebbe,
sorridi meccanica, abbassi gli occhi e strangoli un’altra rosa.
Lara Arvasi

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venerdì, gennaio 25, 2008 14:46

Dentro gli occhi

Testo e voce di Lara Arvasi
Chitarra: Eric Clapton
Lara Arvasi

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sabato, gennaio 19, 2008 15:47

Eccolo, il mio "prefattore" in tutta la sua bellezza mediterranea (stzè, pensare che la foto manco gli rende giustizia) nell'intervista uscita su Venerdì di Repubblica.

Mi toccherà ridiventare ottimista e credere ancora che qualcosa di giusto e di buono nel mondo succede.

Lara Arvasi

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venerdì, gennaio 18, 2008 19:01

 "Ho solo due aranciate nel baule e qualcosa da dire" videopoesia su

 

la televisione on-demand dedicata ai libri. 

 La TV, diretta da Alessandra Casella, è interamente realizzata da scrittori e il suo palinsesto si sviluppa attraverso 6 canali dedicati a libri, recensioni, interviste, autori, eventi, news, poesia, libri per bambini e altro, incluso uno spazio dedicato agli esordienti.

Lara Arvasi

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lunedì, dicembre 24, 2007 15:31

 

Divani certamente scomodi

di Flavio Toccafondi

Voce: Alessandro Cinelli

Lara Arvasi

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sabato, dicembre 22, 2007 00:09
Lara Arvasi

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venerdì, dicembre 14, 2007 08:36

 

Polve(re)rosa

Lara Arvasi

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martedì, dicembre 04, 2007 22:28
Nella perduta teoria del barista, il pretesto
 
 
Ricordo,
nel sonno mi mordevi un braccio
fu il dolore a svegliarmi.
 
Con gli occhi inutilmente aperti
mi tastai l’ovale di pelle,
appena un poco sopra il polso,
per rinvenire i segni.
 
Accesi il buio con un click.
e ti guardai  a un millimetro dal mio braccio illeso,
rannicchiato sotto al lenzuolo,
dormire inquieto.
 
Si aprì di nuovo il coperchio della scatola dei mali profondi
poi, si chiuse per caduta,
come la bocca di un alligatore.
Lara Arvasi

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mercoledì, ottobre 31, 2007 09:30
Un po’ di tempo fa mi regalarono un bonsai, un pino d’aleppo, albero che si rivelò avido di luce.Al buio i suoi rami seccano.
Fui abbastanza attenta, dedita nella cura. L’albero era vigoroso e in salute, i germogli li recisi a primavera e a inizio autunno, come da consiglio, con le dita. Per la potatura bisognava aspettare l’inverno. Dopo qualche tempo notai piccole macchie chiare e un’ evidente sofferenza d’aghi, feci una ricerca e scoprii il parassita. Cocciniglia. Questo insetto perfora e succhia ingordo, avido (anch’esso) di umori vegetali e rilascia una secrezione zuccherina, dolce nutrimento per una moltitudine di funghi patogeni e altri insetti. La femmina, come al solito, la più temibile. Al contrario del maschio, lei, senz’ali, rimane immobile e fissa, con la sua linfa in bocca, fino a perdere antenne e zampe, divenendo lei stessa guscio delle sue molteplici uova. La lotta fu complicata, ma il nemico fu sconfitto. Il bonsai però non si riprese. Lo collocai davanti alla finestra più luminosa, provai a circondarlo di altre piante sapendo della sua innata competitività per catturare la luce, smisi qualsiasi tipo di sevizia e lo lasciai crescere come voleva.  Non servì, lui non collaborava. Sembrava quasi provare nostalgia di cocciniglia. Qualche mese dopo lei tornò per addobbarlo.
Presi il pino, lo piantai in giardino e mi dedicai ai gerani.
 
Lara Arvasi

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